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Lego 21017-1 Imperial Hotel (2013) Storia | vecchi giochi

Lego 21017-1 Imperial Hotel (2013) Storia

Quando fu inaugurato nel 1923, il leggendario Imperial Hotel di Frank Lloyd Wright segnò la nascita del Giappone come una nazione moderna.
L’edificio diventò rapidamente il punto di riferimento più famoso di Tokyo e la sua storia sarebbe stata tanto movimentata e drammatica quanto quella del suo paese.
L’edificio è stato demolito nel 1968, ma l’iconico ingresso e l’ala della hall sono stati smantellati e ricostruiti presso il Museo di Meiji Mura a Nagoya.
L’Imperial Hotel originale era una struttura a tre piani, in legno, in stile vittoriano, ubicata di fronte al viale del palazzo dell’Imperatore.
Alla sua inaugurazione, nel 1890, era l’unico hotel in stile europeo nel paese in quel momento.
Nel 1915, l’hotel non fu più in grado di sostenere il crescente flusso di visitatori e si decise di sostituirlo con una nuova costruzione, più moderna.
Alla ricerca di un Architetto occidentale che potesse colmare il divario culturale tra l’Oriente e l’Occidente, i proprietari dell’hotel incaricarono Frank Lloyd Wright di progettare e costruire il nuovo Imperial Hotel.
Wright era la persona ideale per il progetto, per diversi motivi, sempre affascinato dalla cultura nipponica, soprattutto dopo la sua prima visita nella terra del sol levante nel 1905, era un un avido collezionista di stampe giapponesi.
Wright non ci pensò due volte a trasferirsi a Tokyo per lavorare a un progetto che lo coinvolse, in più fasi, dal 1916 al 1922 e il suo obiettivo fin dall’inizio fu quello di progettare un edificio che fosse apprezzato dalla maggior parte del pubblico e che rispettasse in tutto e per tutto la cultura giapponese.
Il progetto dell’hotel di 250 stanze fu inizialmente incentrato sul suo logo, con le ali delle camere degli ospiti a formare la lettera “H” e le sale pubbliche, in un’ala centrale, più piccola ma più alta, a formare la lettera “I”, che attraversava la sezione mediana ”H”.
L’effetto visivo della costruzione sarebbe stato impattante e spettacolare allo stesso tempo.
Una delle preoccupazioni principali durante il processo di progettazione e di costruzione fu la salvaguardia dell’edificio dai numerosi terremoti a cui la zona era soggetta.
Wright aveva notato che gli architetti giapponesi, abituati a secoli di disastri naturali, “costruivano sempre con fondamenta leggere”, con uno strato di terreno superficiale di quasi 2,5 m, che poggiava su 18-21 m di fango alluvionale, sarebbe stato impossibile ottenere la rigidità necessaria per fondazioni tradizionali.
La sua idea fu invece di far “galleggiare” l’edificio sul fango, con fondazioni larghe e poco profonde, in questo modo secondo le parole dello stesso Wright l’edificio sarebbe potuto rimanere “in equilibrio come un vassoio sulla punta della dita di un cameriere”.
Altre caratteristiche del design pensate per combattere la minaccia dei terremoti includevano piani e balconi a sbalzo, per fornire un sostegno supplementare, giunti di separazione sismici ogni 20 m lungo l’edificio, pareti rastremate più spesse ai piani inferiori e infine il costante uso di curve lisce, più resistenti a fratture e lesioni.
I principali materiali edili utilizzati furono il cemento armato e i mattoni, mentre la scelta della morbida pietra vulcanica Oya consentì di creare un gran numero di elaborati ornamenti decorativi. Wright rimase così colpito dalla maestria degli scalpellini giapponesi che modificò molte delle sue originali idee decorative per sfruttare al meglio il loro talento.
L’arredamento era di una fattura squisita, i mobili furono appositamente disegnati per specifiche aree di riposo, con posti a sedere, e i ristoranti.
Sculture in pietra di Oya a forma di pavone e altri complicati disegni adornavano le pareti; i soffitti furono dipinti a mano o impreziositi con foglia d’oro, sia sulle superfici interne sia su quelle esterne. Più di cento stuoie e tappeti dai disegni astratti, geometrici e a motivi, appositamente realizzati, furono creati da Wright in modo che potessero essere facilmente intessuti in Cina.
l nuovo Imperial Hotel aprì i battenti il 1° settembre 1923, lo stesso giorno un forte terremoto scosse Tokyo e la zona circostante.
Wright si trovava a Los Angeles al momento del terremoto e trascorsero dieci lunghi giorni di notizie contrastanti prima che fosse confermato che l’hotel aveva resistito al sisma.
Grazie all’originale e unico design di Wright, fu uno dei pochi edifici a Tokyo a sopravvivere al terremoto.
Nel 1968, l’Imperial Hotel era sopravvissuto a numerosi terremoti, alla forte espansione della popolazione giapponese e all’inquinamento, il quale aveva tuttavia causato un grave deterioramento delle intricate sculture in pietra di Oya e altri dettagli decorativi di questo capolavoro dell’architettura. Migliaia di ospiti avevano soggiornato e visitato l’hotel o avevano partecipato a importanti eventi nel grandioso edificio.
La direzione prese allora una difficile e controversa decisione: demolire l’iconico edificio giapponese per far posto a una nuova e più grande struttura a più piani, l’ingresso principale e l’ala della hall furono tuttavia accuratamente smantellati e ricostruiti pressoi l Museo di Meiji Mura, e possono essere ancora oggi ammirati a Nogoya, in Giappone.

Sintesi elaborata da vecchi giochi .it tratta da www.wikipedia.org